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Scritto da Alessandro .
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L’Arcivescovo Francesco Coccopalmerio è stato creato Cardinale dal Papa Benedetto XVI e riceverà la berretta cardinalizia il prossimo 18 febbraio.

Il neo porporato ha uno speciale legame con Anghiari: lo scorso 3 maggio, in occasione della festa del SS. Crocifisso ha presieduto la solenne celebrazione in Propositura e la relativa processione, dopo aver cresimato i ragazzi della nostra parrocchia. In verità l’Arcivescovo, ora Cardinale, sostava ad Anghiari ospite di una famiglia a cui è legato da profonda amicizia. Ci auguriamo che il Cardinale possa ritornare presto ad Anghiari.
Nel frattempo il sito fa portavoce di tutta la popolazione anghiarese ed esprime le proprie felicitazioni e auguri al neo Cardinale.
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Wojtyla, il poeta controcorrente (Avvenire) |
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Scritto da Alessandro .
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Wojtyla, il poeta controcorrente
Le sue prime poesie conosciute risalgono al 1938-39. Le ultime sono state pubblicate nel 2003. Un arco temporale di 65 anni che abbraccia in pratica tutta la sua vita. Eppure, nonostante tutto ciò che si è scritto su Giovanni Paolo II, prima e dopo la sua beatificazione, uno dei versanti forse meno esplorati è proprio la sua opera poetica, forse perché a torto ritenuta un aspetto minore della grande personalità di questo rivoluzionario Pontefice.
A guardar bene, invece, il Wojtyla poeta non è meno sorprendente del Giovanni Paolo II Papa. Anche perché, al di là del loro indubbio valore letterario, i versi che ci ha lasciato, raccolti già da qualche anno in un unico volume (Karol Wojtyla, tutte le opere letterarie, presentazione di Giovanni Reale, saggi introduttivi di Boleslaw Taborski, Bompiani editore) contengono in nuce il magistero del futuro Pontefice. In altre parole si ha come l’impressione che il giovane Lolek prima e il maturo arcivescovo di Cracovia poi abbiano usato la letteratura come una specie di laboratorio della mente e del cuore in cui mettere a punto i grandi temi che qualche decennio dopo sarebbero stati oggetto dell’insegnamento del Papa.
Ha scritto il filosofo Giovanni Reale (il quale alla poesia wojtyliana ha dedicato diversi studi) che «quattro sono nelle opere poetiche di Wojtyla i concetti chiave: la persona, la sofferenza, la morte e l’amore». In fondo, queste tematiche sono anche le coordinate fondamentali del suo Pontificato. In alcuni casi, anzi, la corrispondenza, anche dal punto di vista testuale, è impressionante. Se, ad esempio, il poeta Wojtyla riflette sulla realtà del dolore, usando l’originale metafora dell’innesto, il Pontefice gli farà eco 28 anni dopo applicando questa metafora alle proprie molteplici sofferenze.
«A me stesso devo guardare come a un tronco/ (…) Ho compreso: bisogna ferirlo per fare posto all’innesto./ Ho compreso: bisogna ferirlo perché ne stilli la vita./ (…) Disse l’albero:/ non temere, se sto morendo/ la morte ha toccato solo la scorza./ Non temere di morire con me per rivivere. Il segno risanerà». I versi risalgono agli anni ’60 e sono tratti da un componimento intitolato Veglia Pasquale 1966. Mysterium paschale/ Mistero del Passaggio/ in cui il cammino s’inverte,/ dalla vita passare nella morte -/ È questa l’esperienza, l’evidenza./ Attraverso la morte passare nella vita -/ Questo il mistero», scrive il poeta Wojtyla nella Meditazione sulla morte.
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Messaggio Urbi et Orbi di Benedetto XVI |
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Scritto da w il papa
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MESSAGGIO URBI ET ORBI DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
NATALE 2011
Cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero!
Cristo è nato per noi! Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama. A tutti giunga l’eco dell’annuncio di Betlemme, che la Chiesa Cattolica fa risuonare in tutti i continenti, al di là di ogni confine di nazionalità, di lingua e di cultura. Il Figlio di Maria Vergine è nato per tutti, è il Salvatore di tutti.
Così lo invoca un’antica antifona liturgica: “O Emmanuele, nostro re e legislatore, speranza e salvezza dei popoli: vieni a salvarci, o Signore nostro Dio”. Veni ad salvandum nos! Vieni a salvarci! Questo è il grido dell’uomo di ogni tempo, che sente di non farcela da solo a superare difficoltà e pericoli. Ha bisogno di mettere la sua mano in una mano più grande e più forte, una mano che dall’alto si tenda verso di lui. Cari fratelli e sorelle, questa mano è Cristo, nato a Betlemme dalla Vergine Maria. Lui è la mano che Dio ha teso all’umanità, per farla uscire dalle sabbie mobili del peccato e metterla in piedi sulla roccia, la salda roccia della sua Verità e del suo Amore (cfr Sal 40,3).
Sì, questo significa il nome di quel Bambino, il nome che, per volere di Dio, gli hanno dato Maria e Giuseppe: si chiama Gesù, che significa “Salvatore” (cfr Mt 1,21; Lc 1,31). Egli è stato inviato da Dio Padre per salvarci soprattutto dal male profondo, radicato nell’uomo e nella storia: quel male che è la separazione da Dio, l’orgoglio presuntuoso di fare da sé, di mettersi in concorrenza con Dio e sostituirsi a Lui, di decidere che cosa è bene e che cosa è male, di essere il padrone della vita e della morte (cfr Gen 3,1-7). Questo è il grande male, il grande peccato, da cui noi uomini non possiamo salvarci se non affidandoci all’aiuto di Dio, se non gridando a Lui: “Veni ad salvandum nos! - Vieni a salvarci!”.
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Iniziamo l'Avvento con Benedetto XVI |
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Scritto da Alessandro .
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BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San Pietro I Domenica di Avvento, 27 novembre 2011
Cari fratelli e sorelle!
Oggi iniziamo con la Chiesa il nuovo Anno liturgico: un nuovo cammino di fede, da vivere insieme nelle comunità cristiane, ma anche, come sempre, da percorrere all’interno della storia del mondo, per aprirla al mistero di Dio, alla salvezza che viene dal suo amore. L’Anno liturgico inizia con il Tempo di Avvento: tempo stupendo in cui si risveglia nei cuori l’attesa del ritorno di Cristo e la memoria della sua prima venuta, quando si spogliò della sua gloria divina per assumere la nostra carne mortale.
“Vegliate!”. Questo è l’appello di Gesù nel Vangelo di oggi. Lo rivolge non solo ai suoi discepoli, ma a tutti: “Vegliate!” (Mt 13,37). E’ un richiamo salutare a ricordarci che la vita non ha solo la dimensione terrena, ma è proiettata verso un “oltre”, come una pianticella che germoglia dalla terra e si apre verso il cielo. Una pianticella pensante, l’uomo, dotata di libertà e responsabilità, per cui ognuno di noi sarà chiamato a rendere conto di come ha vissuto, di come ha utilizzato le proprie capacità: se le ha tenute per sé o le ha fatte fruttare anche per il bene dei fratelli.
Anche Isaia, il profeta dell’Avvento, ci fa riflettere oggi con una preghiera accorata, rivolta a Dio a nome del popolo. Egli riconosce le mancanze della sua gente, e a un certo punto dice: “Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi messo in balìa della nostra iniquità” (Is 64,6). Come non rimanere colpiti da questa descrizione? Sembra rispecchiare certi panorami del mondo post-moderno: le città dove la vita diventa anonima e orizzontale, dove Dio sembra assente e l’uomo l’unico padrone, come se fosse lui l’artefice e il regista di tutto: le costruzioni, il lavoro, l’economia, i trasporti, le scienze, la tecnica, tutto sembra dipendere solo dall’uomo. E a volte, in questo mondo che appare quasi perfetto, accadono cose sconvolgenti, o nella natura, o nella società, per cui noi pensiamo che Dio si sia come ritirato, ci abbia, per così dire, abbandonati a noi stessi.
In realtà, il vero “padrone” del mondo non è l’uomo, ma Dio. Il Vangelo dice: “Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati” (Mc 13,35-36). Il Tempo di Avvento viene ogni anno a ricordarci questo, perché la nostra vita ritrovi il suo giusto orientamento, verso il volto di Dio. Il volto non di un “padrone”, ma di un Padre e di un Amico. Con la Vergine Maria, che ci guida nel cammino dell’Avvento, facciamo nostre le parole del profeta. “Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani” (Is 64,7).
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La sfida della carità? Parte dalla spesa |
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Scritto da Alessandro .
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La sfida della carità? Parte dalla spesa
Viviana Daloiso Avvenire 25 novembre 2011
 Un piccolo aiuto che diventa una montagna. Un sacchetto che diventa un magazzino. Domani in tutti i supermercati di Italia va in scena la quindicesima edizione della colletta alimentare. Che quest’anno, alla luce della crisi e del momento economico più che mai difficile attraversato dal nostro Paese, si tinge di colori e sfumature nuove. I poveri da aiutare sono tantissimi: 3 milioni in condizioni di necessità assoluta (e cioè, secondo l’ultima indagine Istat 2010, incapaci di acquistare beni e servizi essenziali); e poi 8 milioni e 272mila, vale a dire il 13,8% dell’intera popolazione, in povertà «relativa» (si tratta delle famiglie che non riescono a spendere più di 990 euro al mese ogni due componenti). Hanno i volti insospettabili dei vicini di casa, dei compagni di scuola, dei colleghi di lavoro. E chiedono aiuto. Domani sarà l’occasione per rispondere. Con lo schema, ormai consolidato, ideato dalla Fondazione Banco alimentare Onlus nel 1997: chi farà la spesa negli 8.600 supermercati e negozi disseminati su tutto il territorio nazionale potrà donare parte dei prodotti acquistati per rispondere al bisogno di chi vive in situazione di povertà. Basterà raccogliere il tradizionale sacchetto giallo e rivolgersi ai plotoni di volontari che affolleranno banchi e stand per indicare i prodotti più utili e, all’occorrenza, per aiutare a trasportarli. Piccoli aiuti che, messi insieme, nel 2010 sono diventati un colosso di 9.400 tonnellate e che hanno sfamato un milione e mezzo di persone ospitate dalle oltre ottomila strutture caritative cui il cibo raccolto dall’iniziativa è destinato. Tra le gocce di solidarietà, anche quest’anno ci saranno quelle raccolte nelle carceri: da San Vittore, Opera, Monza, Bollate fino ai penitenziari di Padova e di Enna. Anche i detenuti, che hanno diritto a una piccola spesa mensile, daranno il loro contibuto alla colletta. E quest’anno alcuni di loro usciranno in permesso per unirsi ai 120mila volontari impegnati nei magazzini di raccolta e nei supermercati: 4 dal carcere di Opera, 8 da quello di Parma, senza contare le decine di ex detenuti a Torino. Molte le novità “tecnologiche” legate all’evento. Cliccando su www.bancoalimentare.it è possibile scaricare gratuitamente applicazioni per l’iPhone che consentono di scoprire quali sono i punti vendita aderenti all’iniziativa, trovare sulla mappa i supermercati più vicini mentre si è in movimento, seguire la “bussola” fino a destinazione, scattare foto e condividerle con gli amici sui social network Facebook e Flickr, mostrando cosa succede nello stesso momento in tutta la “rete” della solidarietà italiana. Per sapere, invece, cosa comprare per chi ha bisogno c’è una funzione “lista della spesa” che serve da promemoria al supermercato: una versione tecnologica del foglietto di carta, utilizzabile in qualsiasi momento dell’anno. Sono poi disponibili informazioni sulla povertà in Italia e sulla Rete Banco Alimentare, impegnata quotidianamente nel recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari. E per chi vuol andare oltre il sacchetto, si possono fare donazioni e di dare disponibilità come volontario per tutto l’anno. Obiettivo: contagiare.
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concerto a Prato il 3 dicembre 2011 Corale Don Vittorio Bartolomei |
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Scritto da fridus
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Sabato 3 dicembre 2011 a Prato , si svolgerà una rassegna corale alla quale siamo stati invitati insieme ai cori di Chianciano Terme e di Abbadia S.Salvatore oltre al coro locale. Il repertorio sarà libero anche se naturalmente verrà data priorità a musica nataliazia. Fortunanatamente ci saranno una decina di coristi di Sansepolcro a darci una mano. Qunato prima vi diremo quali pezzi saranno scelti per la nostra esibizione.
Corale "Don Vittorio Bartolomei"
Abbiamo appreso, in questi giorni , che anche quest'anno si svolgerà la 3^ edizione della "naratona Corale " organizzata dalla Southbank sinfoni di Londra. Verranno eseguiti il "Gloria " e il "Magnificat di Vivaldi Si fa presebte che tutti possono partecipare. Il concerto della maratona si svolgerà il 12 febbraio 2012 al tetaro dei ricomposti. di Anghiari.
Per nuove notizie ed aggiornamenti ci risenteremo nei prossimi giorni quando sapremo tutto il programma per lo svolgimento del concerto. Saluti Frido
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