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Solidarietà al Papa: domenica 16 aprile |
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Scritto da Alessandro .
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BENEDETTO XVI
REGINA CÆLI
Piazza San Pietro Solennità dell'Ascensione del Signore Domenica, 16 maggio 2010
Cari fratelli e sorelle,
oggi, in Italia e in altri Paesi, si celebra l'Ascensione di Gesù al Cielo, che avvenne il quarantesimo giorno dopo la Pasqua. In Nella liturgia si narra l'episodio dell'ultimo distacco del Signore Gesù dai suoi discepoli (cfr Lc 24,50-51; At 1,2.9); ma non si tratta di un abbandono, perché Egli rimane per sempre con loro - con noi - in una forma nuova. San Bernardo di Chiaravalle spiega che l'ascensione al cielo di Gesù si compie in tre gradi: "il primo è la gloria della risurrezione, il secondo il potere di giudicare e il terzo sedersi alla destra del Padre" (Sermo de Ascensione Domini, 60, 2: Sancti Bernardi Opera, t. VI, 1, 291, 20-21). Tale evento è preceduto dalla benedizione dei discepoli, che li prepara a ricevere il dono dello Spirito Santo, affinché la salvezza sia proclamata ovunque. Gesù stesso dice loro: "Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso" (cfr Lc 24,47-49).
Il Signore attira lo sguardo degli Apostoli - il nostro sguardo - verso il Cielo per indicare loro come percorrere la strada del bene durante la vita terrena. Egli, tuttavia, rimane nella trama della storia umana, è vicino a ciascuno di noi e guida il nostro cammino cristiano: è compagno dei perseguitati a causa della fede, è nel cuore di quanti sono emarginati, è presente in coloro a cui è negato il diritto alla vita. Possiamo ascoltare, vedere e toccare il Signore Gesù nella Chiesa, specialmente mediante la parola e i sacramenti. A tale proposito, esorto i ragazzi e i giovani che in questo tempo pasquale ricevono il sacramento della Cresima, a restare fedeli alla Parola di Dio e alla dottrina appresa, come pure ad accostarsi assiduamente alla Confessione e all'Eucaristia, consapevoli di essere stati scelti e costituiti per testimoniare la Verità. Rinnovo poi il mio particolare invito ai fratelli nel Sacerdozio, affinché "nella loro vita e azione si distinguano per una forte testimonianza evangelica" (Lettera di indizione dell'Anno Sacerdotale) e sappiano utilizzare con saggezza anche i mezzi di comunicazione, per far conoscere la vita della Chiesa e aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo (cfr Messaggio XLVI G.M. Com. Soc., 24 gennaio 2010).
Cari fratelli e sorelle, il Signore, aprendoci la via del Cielo, ci fa pregustare già su questa terra la vita divina. Un autore russo del Novecento, nel suo testamento spirituale, scriveva: "Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso nell'animo, guardate le stelle o l'azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, ... intrattenetevi ... col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete" (N. Valentini - L. Žák [a cura], Pavel A. Florenskij. Non dimenticatemi. Le lettere dal gulag del grande matematico, filosofo e sacerdote russo, Milano 2000, p. 418). Ringrazio la Vergine Maria, che nei giorni scorsi ho potuto venerare nel Santuario di Fatima, per la sua materna protezione durante l'intenso pellegrinaggio compiuto in Portogallo. A Colei che veglia sui testimoni del suo diletto Figlio rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera.
Dopo il Regina Cæli:
Cari fratelli e sorelle,
quest'oggi il mio primo saluto va ai fedeli laici venuti da tutta Italia - la vediamo presente tutta l'Italia - e al Cardinale Angelo Bagnasco che li accompagna come Presidente della Conferenza Episcopale. Vi ringrazio di cuore, cari fratelli e sorelle, per la vostra calorosa e nutrita presenza! Grazie! Raccogliendo l'invito della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, avete aderito con entusiasmo a questa bella e spontanea manifestazione di fede e di solidarietà, a cui partecipa pure un consistente gruppo di parlamentari e amministratori locali. A tutti vorrei esprimere la mia viva riconoscenza. Saluto anche le migliaia di immigrati, collegati con noi da Piazza San Giovanni, con il Cardinale Vicario Agostino Vallini, in occasione della "Festa dei Popoli". Cari amici, voi oggi mostrate il grande affetto e la profonda vicinanza della Chiesa e del popolo italiano al Papa e ai vostri sacerdoti, che quotidianamente si prendono cura di voi, perché, nell'impegno di rinnovamento spirituale e morale possiamo sempre meglio servire la Chiesa, il Popolo di Dio e quanti si rivolgono a noi con fiducia. Il vero nemico da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa. Viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo (cfr Gv 17, 14). Noi cristiani non abbiamo paura del mondo, anche se dobbiamo guardarci dalle sue seduzioni. Dobbiamo invece temere il peccato e per questo essere fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell'amore, nel servizio. E' quello che la Chiesa, i suoi ministri, unitamente ai fedeli, hanno fatto e continuano a fare con fervido impegno per il bene spirituale e materiale delle persone in ogni parte del mondo. E' quello che specialmente voi cercate di fare abitualmente nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti: servire Dio e l'uomo nel nome di Cristo. Proseguiamo insieme con fiducia questo cammino, e le prove, che il Signore permette, ci spingano a maggiore radicalità e coerenza. E' bello vedere oggi questa moltitudine in Piazza San Pietro come è stato emozionante per me vedere a Fatima l'immensa moltitudine, che, alla scuola di Maria, ha pregato per la conversione dei cuori. Rinnovo oggi questo appello, confortato dalla vostra presenza così numerosa! Grazie! Ancora una volta, grazie a voi tutti!
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Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Maggio 2010 20:41 |
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Pellegrinaggio a Torino 8-9 Maggio 2010 |
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Scritto da Marida
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A coronamento di un percorso di catechesi sugli "Amici di Dio" tenuto da Don Marco presso le Suore del Cenacolo di Montato, è stato organizzato un viaggio a Torino per pregare davanti alla Sacra Sindone.
La meta primaria del pellegrinaggio è stata preceduta da una visita alla suggestiva Abbazia Romanica di San Michele, arroccata sopra il lago di Avigliana, nell'incantevole scenario della Val di Susa.
Lì la storia dell'arte si coniuga mirabilmente con la fede: mentre gli occhi spaziano insaziabili verso l'ardita costruzione sulla roccia, lo spirito riceve linfa vitale dalla musica gregoriana che, anche quando tace, ti conduce ad infiniti spazi celesti.
Non propriamente in tema al pellegrinaggio, per un tuffo nella storia della dinastia sabauda, la conoscenza della reggia di Venaria Reale, ci ha introdotti in uno spaccato di vita che, nonostante gli immaginabili lussi e sfarzi, nessuno di noi avrebbe voluto condividere con i sovrani protagonisti.
La semplicità di vita dei benedettini della Sagra di San Michele, il loro silenzio operoso, le preghiere scandite al ritmo della luce solare, nulla invidiano al frenetico, rumoroso lavorio delle cucine sabaude e al rigido protocollo dei signori, spossati da lunghi ozi.
Domenica, dopo la messa presso la chiesetta dei frati a Chieri, la visita alla Sindone ci ha inseriti in una ordinata, lunghissima fila di pellegrini, che composta si snoda per giungere, passando dai giardini del palazzo reale, dai resti archeologici del teatro romano, fino al presbiterio della cattedrale torinese.
Nel primo tratto del percorso un intenso brusio ostacola il raccoglimento e la preghiera, mentre nell'ultima fase un silenzio sempre più profondo invita alla meditazione.
Il breve video esplicativo che precede l'ingresso in cattedrale evoca i fatti salienti della Passione di Gesù così come vengono descritti dal Vangelo.
La breve sosta che ci è consentita davanti al Sacro Lino ha però dilatato il tempo ed il nostro cuore sull'infinito.
Un grazie di cuore a Don Marco e Suor Astrid per le due edificanti giornate trascorse nella serenità e nella gioia e a tutta la compagnia dei partecipanti per il loro cameratismo e generosa disponibilità.
Non amo il rigore della morte
Nel tuo volto, Signore.
Preferisco la dolcezza
Del tuo vivo sguardo.
Le tue mani immobili e chiodate
Vedo operose e calde
Posarsi sulle umane ferite;
i tuoi piedi sovrapposti e inerti
sfidano veloci la polvere
e i sassi delle nostre strade.
Il tuo costato, barbaramente ferito,
si solleva in un dolce respiro
che infonde coraggio agli oppressi.
La tua fronte sanguinante
E i capelli scomposti
Cercano carezze
Che non sappiamo darti.
Il tuo cuore, Signore,
cerca il nostro cuore.
La luce della tua risurrezione
Splenda sulle nostre miserie,
Sì che in ogni volto
Possiamo incontrarti.
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Maggio: mese della Madonna |
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Scritto da Alessandro .
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MAGGIO E LA SIGNORA ALLA QUALE AFFIDIAMO TUTTO
Davide Rondoni, Avvenire 8/5/2010
Maggio piovoso, maggio comunque violentemente odoroso. Di rose bagnate, di erbe cresciute con potenza, di cieli svarianti. E mese di Lei, si dice, della Madre che sei nei cieli. Dell’Ave Maria. E uno dice: cosa me ne faccio di un mese di maggio speciale per Lei ? Cosa serve un mese dedicato a Lei? Forse qualche prete l’ha spiegato in queste settimane e m’è sfuggito. Forse non stiamo più attenti a queste cose.
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viaggio in Turchia 5 aprile/12 aprile 2010 |
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Scritto da Aliana Chiasserini
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Rieccoci al momento della partenza!
Sono passati quindici mesi dal quel viaggio nella terra di Gesù, pellegrinaggio indimenticabile e pieno di ricchezza. Ricchezza che mi porto dentro sempre, ed è proprio per questo che non sapevo cosa aspettarmi dalla Turchia, certo il paragone non era da fare, ma sinceramente ho pensato che non avrei ricevuto così tante emozioni. Mi sbagliavo; anche se in maniera diversa, l'emozioni non sono mancate.
Pure quest'anno eravamo un gran bel gruppo, ed è nata subito una serenità speciale.
Le terre mediorientali mi affascinano terribilmente, le sue luci, i suoi colori, i suoi profumi, e come se facessero parte di me, è quasi un sentirmi a casa. La Turchia è piena zeppa di storia, tutto quello che sappiamo su Gesù è iniziato da lì. San Paolo San Giovanni e tanti altri, hanno predicato e vissuto molto in questa terra, e costruito la Chiesa.
Proprio domenica scorsa nella prima lettura ho sentito “ Antiochia di Pisidia” ed ho provato gioia.
Le letture ei vangeli hanno tutto un altro significato avendo calpestato quei luoghi, come aver calpestato la Chiesa di San Giovanni ad Efeso, aver fatto la preghiera sulla sua tomba dove ancora riposano le sue polveri, è indescrivibile. E' stato istintivo inginocchiarsi e restare a parlare un po' con Lui, in discepolo prediletto di Gesù, così tanto amato da affidargli sua madre Maria.
In otto giorni abbiamo visto tantissimo, l'impatto è stato grande e per assorbire tutto, ci vuole un po' di tempo. Ma non posso non parlare di Istambul delle sue moschee, dei suoi musei una volta chiese, che nascondono mosaici di volti santi, e personaggi della Bibbia meravigliosi.
Della Cappadocia, delle sue chiese rupestri, della città nascosta, delle sue montagne con forme stranissime, dove gli agenti atmosferici hanno fatto un lavoro incantevole.
Delle cascate pietrificate di Pamukkale, spettacolo della natura.
Tutta questa bellezza è stata condivisa con il gruppo, con due fantastiche guide, ma soprattutto con una cara amica.
Ringrazio tutti di cuore per questa esperienza, ma un grazie speciale va a don Marco, per aver dato la possibilità a tutti noi, di conoscere e crescere.
Ci vediamo in Siria?
CiGi
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