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Avvisi della settimana PDF Stampa E-mail

AVVISI


  • Domenica 5 settembre 2010 Festa della Madonna  nella Chiesa di S. Stefano: S. Messa alle ore 8,30 a cui segue colazione nel prato. Ore 11,00 S. Messa Solenne e processione con l'immagine della Madonna. In Propositura  non ci sarà la S. Messa delle ore 11

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 31 Agosto 2010 17:09 )
 
Una piccola traccia PDF Stampa E-mail
Scritto da asinobigio   
betlemmeQuesta è lettera che il patriarca di Gerusalemme ci ha inviato per ringraziarci delle offerte a favore della scuola di Beit Sahour.
A qualcosa, anche di materiale,il pellegrinaggio è servito: così siamo un po' tutti testimoni di Cristo.
Io non ho partecipato al Pellegrinaggio e sarei lieto che qualcuno dei pellegrini lasciasse un commento per portare tutti a conoscenza della realtà che è stata sovvenzionata.
Ultimo aggiornamento Martedì 28 Aprile 2009 15:23
 
Presentazioni PDF Stampa E-mail
Scritto da asinobigio   

 

Sono state caricate nella sezione materiale Pastorale le presentazioni relative alle catechesi di quest'inverno su San Paolo:

Sono disponibili anche le preesntazioni di altri incontri:

 

 
Comincia il V anno di Pontificato... PDF Stampa E-mail
Scritto da W il Papa   

COMINCIA IL QUINTO ANNO DI PONTIFICATO 
 

NELLA PALUDE DEL RELATIVISMO LA PAROLA NETTA DI QUESTO PAPA 

Se non fosse un poco irriverente si potrebbe dire, para­frasando: un anno trascorso pericolosamente. Ma la barca di Pietro, si sa, naviga da sempre in mezzo a tempe­ste e a pirati. Non sono mancati neppure gli ammutina­menti di parte di marinai, ed è una barca su cui ogni tipo d’uomo, con pregi e difetti, viene invitato a salire. Nessu­no, nel Vangelo, ha promesso ai discepoli una vita tran­quilla. Né è stato chiesto ad alcuno un 'certificato' di san­tità per poter salire sulla barca. Dire quindi che per la Chie­sa e per il suo pastore questo è stato un anno vissuto in­tensamente tra grazie e prove è come dire: tutto bene, la navigazione procede. Per questo il primo sentimento con­giunto al primo atto della ragione di fronte a questo Papa, pervenuto alla conclusione del suo quarto anno di ponti­ficato, è di gratitudine. Con il nome fortemente significa­tivo di Benedetto, siamo grati di trovarci dinanzi a que­st’uomo e proprio in questo incrocio dei tempi. Siamo a un incrocio della strada della storia in cui il mite e ragio­nevole invito a considerare la presenza del mistero di Dio nella vita umana è il più avventuroso dei richiami.

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Aprile 2009 17:04
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Scritto da Fiorella   

Bologna: una giornata che non dimenticherò


In una splendida giornata di metà aprile, siamo partiti di prima mattina per andare a vedere a Bologna il Complesso delle sette chiese nella Basilica di S. Stefano, dove un fate Benedettino ci ha fatto da guida per quasi un’ora e ci ha illustrato alla perfezione quattro delle sette chiese e altre meraviglie che si trovano al suo interno. Eravamo una bella comitiva, mista e spensierata e anche durante gli spostamenti a piedi ci siamo divertiti.


E pensare che quando nel pomeriggio siamo andati a vedere la Basilica di S. Luca e poi siamo tornati dentro Bologna percorrendo ben tre chilometri a piedi lungo una serie di portici, la fatica era tanta ma a camminare parlando rende tutto più facile.


Infatti il bello di queste gite è proprio questo: riuscire a stare insieme in nome di Qualcosa più grande di noi e gustare tutto quello che accade... Dalle bischerate del Gegio, ai momenti di preghiera. Anche il momento del convivio, quando ci siamo fermati alla tavola calda del gentilissimo marito dell’Elena Testerini, è stata un’occasione per conoscersi meglio tra persone diverse anche per età. Ringrazio Don Marco per averci fatto da cicerone grazie alla sua preparazione artistica e spero di poterci essere anche l’anno prossimo.

 

Cliccate qui per vedere le foto

 

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Aprile 2009 11:39
 
Auguri Santo Padre!!!!!!!!!!!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Parrocchia di Anghiari   

Auguri Santo Padre!


16 aprile:  82° compleanno di Sua Santità Benedetto XVI

19 aprile:  Anniversario dell'elezione a Sommo Pontefice

 

Orémus pro Pontífice nostro Benedícto.
Dóminus consérvet eum,
et vivíficet eum, et beátum fáciat eum in terra,
et non tradat eum in ánimam inimicórum éius.

 
PASQUA 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro   

PASQUA  2009

 

OMELIA  DI  BENEDETTO XVI

Domenica di Pasquua, Sagrato della Basilica Vaticana
12 aprile 2009

 

 

Cari fratelli e sorelle,

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!” (1 Cor 5,7). Risuona in questo giorno l’esclamazione di san Paolo, che abbiamo ascoltato nella seconda lettura, tratta dalla prima Lettera ai Corinzi. È un testo che risale ad appena una ventina d’anni dopo la morte e risurrezione di Gesù, eppure – come è tipico di certe espressioni paoline – contiene già, in una sintesi impressionante, la piena consapevolezza della novità cristiana. Il simbolo centrale della storia della salvezza – l’agnello pasquale – viene qui identificato in Gesù, chiamato appunto “nostra Pasqua”. La Pasqua ebraica, memoriale della liberazione dalla schiavitù d’Egitto, prevedeva ogni anno il rito dell’immolazione dell’agnello, un agnello per famiglia, secondo la prescrizione mosaica. Nella sua passione e morte, Gesù si rivela come l’Agnello di Dio “immolato” sulla croce per togliere i peccati del mondo. È stato ucciso proprio nell’ora in cui era consuetudine immolare gli agnelli nel Tempio di Gerusalemme. Il senso di questo suo sacrificio lo aveva anticipato Egli stesso durante l’Ultima Cena, sostituendosi – sotto i segni del pane e del vino – ai cibi rituali del pasto nella Pasqua ebraica. Così possiamo dire veramente che Gesù ha portato a compimento la tradizione dell’antica Pasqua e l’ha trasformata nella sua Pasqua.

A partire da questo nuovo significato della festa pasquale si capisce anche l’interpretazione degli “azzimi” data da san Paolo. L’Apostolo si riferisce a un’antica usanza ebraica: quella secondo la quale, in occasione della Pasqua, bisognava eliminare dalla casa ogni più piccolo avanzo di pane lievitato. Ciò costituiva, da una parte, un ricordo di quanto accaduto agli antenati al momento della fuga dall’Egitto: uscendo in fretta dal paese, avevano portato con sé soltanto focacce non lievitate. Al tempo stesso, però, “gli azzimi” erano simbolo di purificazione: eliminare ciò che è vecchio per fare spazio al nuovo. Ora, spiega san Paolo, anche questa antica tradizione acquista un senso nuovo, a partire dal nuovo “esodo” appunto, che è il passaggio di Gesù dalla morte alla vita eterna. E poiché Cristo, come vero Agnello, ha sacrificato se stesso per noi, anche noi, suoi discepoli – grazie a Lui e per mezzo di Lui – possiamo e dobbiamo essere “pasta nuova”, “azzimi”, liberati da ogni residuo del vecchio fermento del peccato: niente più malizia e perversità nel nostro cuore.

“Celebriamo dunque la festa… con azzimi di sincerità e di verità”. Quest’esortazione di san Paolo, che chiude la breve lettura che poco fa è stata proclamata, risuona ancor più forte nel contesto dell’Anno Paolino. Cari fratelli e sorelle, accogliamo l’invito dell’Apostolo; apriamo l’animo a Cristo morto e risuscitato perchè ci rinnovi, perché elimini dal nostro cuore il veleno del peccato e della morte e vi infonda la linfa vitale dello Spirito Santo: la vita divina ed eterna. Nella sequenza pasquale, quasi rispondendo alle parole dell’Apostolo, abbiamo cantato: “Scimus Christum surrexisse a mortuis vere ” - sappiamo che Cristo è veramente risorto dai morti”. Sì! È proprio questo il nucleo fondamentale della nostra professione di fede; è questo il grido di vittoria che tutti oggi ci unisce. E se Gesù è risorto, e dunque è vivo, chi mai potrà separarci da Lui? Chi mai potrà privarci del suo amore che ha vinto l’odio e ha sconfitto la morte?

L’annuncio della Pasqua si espanda nel mondo con il gioioso canto dell’Alleluia. Cantiamolo con le labbra, cantiamolo soprattutto con il cuore e con la vita, con uno stile di vita “azzimo”, cioè semplice, umile, e fecondo di azioni buone. “Surrexit Christus spes mea: / precedet vos in Galileam – Cristo mia speranza è risorto e vi precede in Galilea”. Il Risorto ci precede e ci accompagna per le strade del mondo. È Lui la nostra speranza, è Lui la pace vera del mondo. Amen!

 
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Presentazione mostra calendario 2010_1
Description: Apertura della mostra che raccoglie le foto del calendario 2010 dell\'Oratorio di Anghiari più le foto \'di scena\' e \'dietro le quinte\'.