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Presentato il libro sulla Corale di Anghiari PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna Blasi   

 

 

Alcune impressioni sul libro “ Don Vittorio e la sua Corale” riferite, in occasione della presentazione del libro, dalla prof.ssa Anna Blasi (vedi foto assieme alla prof. Giuseppina Gattari), docente di lettere nel Liceo “Città di Piero” di Sansepolcro.

 

 

 

Questo libro di memorie è molto bello, è un dono prezioso per tutti: per noi e per le generazioni future perché contiene un patrimonio di umanità. Sono molto contenta di averlo potuto leggere e ringrazio perché così è entrato a far parte della mia vita con tutta quella esuberanza di fatti e di persone che lì è presente. Sono grata a quelle persone che, con impegno e pazienza, si sono adoperate per ricostruire un pezzo di storia, per non disperdere una parte importante della nostra tradizione cristiana ed essere pietra miliare e di confronto per chi verrà dopo.

Mi sono commossa di fronte alla testimonianza di vita e di bellezza di don Vittorio “sacerdote, musicista, ma, soprattutto, uomo di Dio”, come bene lo definisce il prof. B. Sannai.

Nel titolo mi ha colpito moltissimo l’aggettivo possessivo sua: quel sua dimostra l’importanza, che aveva, per lui, la corale, l’appartenenza ad essa come se fosse la sua famiglia, la sua casa.

Il libro è tutto da leggere come regalo grande fatto all’uomo, ma io mi soffermo solo su alcuni dei tanti punti che mi hanno colpito.

Il primo punto da sottolineare è la vocazione: era importantissima, fondamentale: Don Vittorio, sacerdote per l’eternità: al centro della sua vita, gratuitamente donata, c’era Dio, che lo rendeva grande nella “fede, nella speranza, nella carità” come dice Don Romano. Rispondere alla chiamata di Dio ci fa essere ( esistere), fa diventare creativi: rispondendo a questa vocazione sacerdotale donVittorio ha messo a frutto il talento, che Dio gli aveva dato e lo ha fatto germogliare per il bene di tutti.

Un altro punto su cui soffermarsi: la Liturgia vissuta con indiscussa dedizione. La passione per il canto era vista come servizio alla Chiesa e strumento di educazione per il popolo: diceva, infatti, don Vittorio”che non c’è nessuno stonato, ma soltanto non educato al canto”. Si legge nella biografia che i suoi occhi neri severissimi, al bisogno, fulminavano i coristi che non rispondevano ai suoi comandi. Ma era, nello stesso tempo, pronto allo scherzo, al sorriso, alla battuta, alla convivialità: insomma un educatore.

Questa sua passione per la musica e il canto ha coinvolto altri sacerdoti e, obbedendo a questo suo talento, è arrivato là dove non avrebbe mai pensato, fino in Inghilterra e in Spagna e ha ottenuto una molteplicità di premi e riconoscimenti insperati, a livello nazionale e internazionale: così ha fatto conoscere, apprezzare e amare la sua terra. Non c’era vanità in lui, ma tutto era per un servizio alla chiesa : esprimeva con la musica il sentimento di gioia per l’incontro con Dio. Per questo, nei vari viaggi, non mancava mai la Messa, celebrata magari nei campi con semplicità, partecipazione e grande raccoglimento, magari in attesa del pranzo festosamente preparato.

La corale è stata luogo di cultura, d’incontro, di crescita umana, di educazione del cuore e dell’anima. Come gli antichi costruttori di cattedrali del Medio Evo, che, lietamente, davano il loro tempo e il loro lavoro per l’opera di un altro e, così, erano orgogliosi di sé e si sentivano importanti e protagonisti della propria vita e della storia, così è stato per i componenti della corale: la corale è stata anche per i coristi il luogo della gioia e dell’avventura, dello scherzo e della speranza, dell’allargarsi dell’orizzonte, dell’affacciarsi su un mondo più grande e sconosciuto, affrontato con la baldanza e la contagiosa allegria della giovinezza.

Questo servizio alla chiesa era per tutti, per tutto il paese tanto che i vari viaggi e i numerosi riconoscimenti e premi ricevuti sono stati celebrati nella coralità della piazza come eventi, che riguardavano tutti. Il paese ha risposto a tutto questo, affascinato dalla fede di D. Vittorio, una fede semplice, ma fondata, solida come una roccia e, così, è nata una storia, la storia della corale, in cui si è intrecciata la storia religiosa e la storia di tutto un paese.

Dopo 60 anni la corale, come gemma preziosa, è arrivata fini a noi e noi ringraziamo D. Vittorio e il Signore per questo dono della corale, che ha allietato tante generazioni e che, speriamo, continui ad allietare ancora per tanto tempo quelle future.

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Ultimo aggiornamento Sabato 20 Dicembre 2008 08:46
 

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