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Stazioni Quaresimali guidate dall'Arcivescovo |
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Scritto da Alessandro .
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Inizia il cammino penitenziale e di meditazione che porta alla Pasqua. E’ la Quaresima che la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro vivrà attraverso le Stazioni quaresimali che si svolgeranno in modo itinerante in tutto il territorio della diocesi. Le Stazioni saranno guidate dall’arcivescovo Riccardo Fontana. La prima tappa è in programma mercoledì 17 febbraio ad Arezzo, Mercoledì delle ceneri presso la Basilica di San Domenico per la liturgia penitenziale e la processione al canto delle litanie dei santi verso la Cattedrale dove sarà celebrata la Messa con l’imposizione delle ceneri. Tutte le altre Stazioni quaresimali si svolgeranno ogni domenica alle ore 16 e seguiranno lo stesso schema: una liturgia penitenziale, la processione e la celebrazione eucaristica. Il calendario prevede che la prima domenica di Quaresima, il 21 febbraio, la Stazione sia ospitata in Valtiberina e abbia come fulcro la Concattedrale Sansepolcro. La seconda domenica, il 28 febbraio 2010, la Stazione è indirizzata alla zona del Senese e si terrà a Rapolano Terme. La terza domenica di Quaresima, il 7 marzo, sarà la volta della Valdichiana con le celebrazioni a Monte San Savino. La quarta domenica di Quaresima, il 14 marzo 2010, la Stazione farà tappa nella zona di Cortona-Castiglion Fiorentino e avrà come riferimento la Concattedrale di Cortona. La quinta domenica di Quaresima, il 21 marzo, sarà protagonista il Valdarno che si ritroverà a Loro Ciuffenna. Infine domenica 28 marzo, l’ultima Stazione si svolgerà in Casentino e si terrà a Bibbiena.
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HAITI: Quelli che non se ne vanno |
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Scritto da abiesse
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Missionari, Suore, Volontari: QUELLI CHE NON SE NE VANNO Piero Gheddo. Avvenire 20 gennaio 2010
In questi giorni Avvenire ha riferito di numerosi missionari italiani presenti nell’isola, in passato 'la perla dei Caraibi' e oggi uno dei Paesi più poveri del mondo, al fondo degli elenchi dell’Onu per ricchezza, sicurezza e livello di vita. La situazione è peggiorata dopo l’apocalittico terremoto che ha quasi azzerato la capitale Port-au-Prince e Haiti è un Paese in cui è difficile persino sopravvivere. Eppure le voci dei missionari e delle suore dicono, quasi all’unisono, che là sono e là rimangono. È un fatto che colpisce e sul quale bisogna riflettere. Perché non se ne vanno, ora che ne avrebbero 'il diritto' e la possibilità? Un operatore dell’Onu ha dichiarato: «Me ne ritorno a casa, qui è diventato un inferno e sono troppo stressato, non potrei resistere a lungo».
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 21 Gennaio 2010 21:19 )
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Scritto da Alessandro .
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E noi apriamo le nostre palme vuote
Davide Rondoni, Avvenire 14 gennaio 2010
La tragedia di Haiti lascia senza fiato. Gigantesca. Più di quanto si immaginava. Il numero delle vittime imprecisato, si parla di decine e decine di migliaia. In una parte di un’isola già povera e provata da miseria e fatica di vivere, si è abbattuta una sventura che lascia attoniti. Come se a sventura si aggiungesse sventura in un baratro senza fondo. Haiti, nome esotico e di buia miseria. Nome di terra lontana. Di popolo provato e povero. E il fiato non si sa dove prenderlo. Se metti la faccia tra le mani, il respiro non torna. E se anche ti volti da un’altra parte, il respiro non torna. E se ancora maledici i terremoti, non torna. Come non tornano le decine di migliaia di innocenti. I bambini e le donne. Come non tornano i sepolti vivi.
Un raddoppiamento di male. Di sventura. Un raddoppiamento di catastrofe. Una insistenza del dolore e della mancanza di fiato. Come se nessun "perché" gridato in faccia a nessuno e nemmeno gridato in faccia al cielo potesse esaurire lo sconforto, e la durezza che impietrisce davanti al disastro e alle immagini di disastro. Nessun "perché" rigirato nelle mani, nessuna domanda ricacciata in gola, può esaurire l’inquietudine. Una doppia ingiustizia. Una moltiplicata sventura. Anche il cuore più sordo sente il grido di questa sventura. Anche il cuore più duro si crepa davanti alla morte che domina così apertamente, così sfacciatamente. Anche l’anima che non sospira mai, sente il fiato che si tira. Il fiato che non arriva. Il fiato che si rompe.
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 21 Gennaio 2010 21:20 )
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Scritto da parrocchia
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Festa della Madonna di Loreto

10 dicembre 2009 - Chiesa della Badia
Ore 18 S.Messa a cui farà seguito la processione per le strade del centro storico dove sono allestiti i Quadri viventi.
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 07 Dicembre 2009 15:26 )
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CROCIFISSO IN CLASSE: noi non lo togliamo! |
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Scritto da Alessandro
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CROCIFISSO: l'illusione del nulla
La decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo è talmente assurda e irragionevole da sembrare surreale. Sulla sua assurdità sono intervenuti in molti, usando una gamma di argomenti che vanno dall’antico e solenne «non possiamo non dirci cristiani» di Benedetto Croce al puro «buon senso vittima del diritto» evocato dal leader del maggiore partito della sinistra italiana. In quel crocifisso c’è la nostra storia e la nostra cultura. Basterebbe questo a rendere contraddittoria l’idea di tirarlo via a forza dalle aule dove si tramandano storia e cultura. E la contraddizione arriva al paradosso, se si pensa che è proprio da quella tradizione cristiana che è nata l’idea stessa di “laico”. Prima di Cristo, la laicità non esisteva. Cesare e Dio erano la stessa cosa. E fuori dal cristianesimo, in grandissima parte, continuano ad esserlo, con tutte le storture e le violenze che questo porta nella storia.
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