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Notte di San Lorenzo: Le Stelle cadenti PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro .   

Guarderemo ancora alle stelle per gridare a Dio

NOTE E IGNOTE, SEGNO DI ALTERITÀ INFINITA

Che cosa lega l’uomo alle stelle? Che cosa spinge a sollevare lo sguar­do, a rimanere incantati? Dei tanti spettacoli naturali che attirano il cuo­re e gli occhi degli uomini le stelle, la loro profusione e il loro movimento hanno da sempre meritato una spe­ciale attenzione degli umani. Segni su grandi pareti di montagne, disegni il cui senso è smarrito, successive map­pe perfezionate nei secoli. E una festa di nomi, timorosi e bizzarri, fantasio­si e devoti, per indicare costellazioni, figure, moti. Il cielo sovrasta inevita­bilmente gli uomini. Le stelle, per quanto ormai alcune avventure ci ab­biamo portato a vagar tra loro, conti­nuano a essere distanti, misteriose. A essere l’altro da noi. E l’io di un uomo non prende coscienza di se stesso sen­za avere tale smisurata, drammatica e felice coscienza di una alterità infini­ta che lo riguarda. Siamo sempre un io che cerca un tu. Ci innamoriamo – da ragazzi ma an­che da vecchi – per questo motivo: l’io da solo non basta, sentiamo la pro­messa di un compimento che dipen­de dal rapporto con qualcosa, con qualcun altro. E le stelle da sempre nel­la storia umana sono il baluginare di questa alterità. Sono l’altro, l’altrove che ci manda segnali.

Per questo le stelle hanno sempre mostrato agli uo­mini quale atteggiamento tale alterità assoluta tiene nei nostri confronti: ca­dono piangendo, come nel caso del dolore della morte del padre di Pasco­li, o stanno mute, insensibili, a guar­dare come vanno le cose quaggiù nel famoso romanzo di Cronin, così come in tanta poesia. Ungaretti gridò a un cielo australe il dolore per la perdita del piccolo figlio, quella festa d’astri divenne bellezza da scansare con le braccia tese. Per Dante invece furono le stelle a fare da corona, da movi­mento, da musica al suo viaggio dopo il lutto d’aver perso Beatrice, per rive­dere lei. Non saremmo noi stessi senza questo strano legame con le stelle, con l’infi­nito di cui sono prima, semplice e stu­pefatta manifestazione. Se un uomo non guarda le stelle, avrà uno sguardo povero anche verso la storia. E verso il quotidiano. Nessuno sa sollevare lo sguardo, si lamentava il salmista. Og­gi sappiamo alzare lo sguardo? Lo sap­piamo fare non per un rito banale, per una superstizione tiepida, o per una abitudine snervata? Lo sappiamo fare sentendo tutto di noi stessi dipende­re, sì, come un bambino, o un aman­te da qualcosa che è là, che è altro da noi, e che brilla o balugina in quella luce circondata da tenebre? Dipen­diamo dalle stelle, come spiegano an­che gli scienziati, per molti motivi. U­na fortunosa combinazione equili­brata di attrazioni ci fa essere vivi e an­che la nostra stessa materia corporale ha legami con quei corpi lontani.


Stanotte la dipendenza dalle stelle po­trebbe diventare un nuovo antico mor­morio. Una specie di supplica, se an­cora abbiamo cuore per supplicare, perché la vita sia piena di noi e di al­tro. Di noi e di Altro. Come se in quel­l’abbraccio disseminato, vastissimo e misericordioso potessimo posare gli ultimi cinque bimbi uccisi da un cru­dele attentato in Afghanistan e la ma­lattia dell’amica, le ansie per il lavoro e il profilo di lei che sfugge al nostro a­more, la passione infinita per i figli e la segreta gratitudine ai genitori. Una notte per farlo. Per pregare tutti. Anche se lo chiameranno in un altro modo, lo chiameranno esprimere un desiderio. Noi che siamo stati afferrati dal Dio che ama il desiderio degli uomini lo chiameremo pregare.


E alle stelle grideremo muti in questo tempo di prova e di grazia, grideremo a Dio di non lasciare soli gli uomini con i loro desideri. Gli chiederemo di essere ancora il Dio degli infiniti mo­vimenti dei cuori e dei misteriosi mo­ti delle stelle.

Davide Rondoni, Avvenire 10 agosto 2010
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lella   |2010-08-10 23:45:31
è bellissimo questo articolo.... ti fa sperare in qualcosa di più grande di quello che siamo nella quotidianità.... a volte piccoli e meschini ma con grande voglia e capacità a migliorare giorno dopo giorno... che Dio ci protegga e ci aiuti in questo cammino ciao

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Ultimo aggiornamento Martedì 10 Agosto 2010 16:54