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Gita pellegrinaggio in Turchia (5-12 Aprile 2010) PDF Stampa E-mail
Scritto da Marida   

Ciò che, in questa settimana, è stato offerto ai nostri occhi e soprattutto al nostro cuore, rimane indicibile, tanto è stato appagante.


Bellezze naturali, artistiche, archeologiche, varietà culturali, etniche, culinarie, ecc. si sono susseguite regalandoci policromie, suoni ed aromi che tuttora rivisito con l'occhio interno del ricordo.


In primo luogo, tuttavia, lo scopo precipuo del viaggio era quello religioso, che ci avrebbe arricchito spiritualmente visitando luoghi sulle orme di San Paolo.


Certo, noi pellegrini del XXI secolo, a bordo di confortevoli aerei, alloggiati in hotells a più stelle, accompagnati da guide preparate e disponibili, si fatica ad estraniarci da moderne zavorre ed a vivere in sintonia con l'essenzialità del Vangelo.


L'esempio della pellegrina ETERIA, che ha percorso nel IV secolo i nostri itinerari con ben altri mezzi e difficoltà facilmente intuibili, è ben lontano dal nostro procedere.


Dopo molti secoli, anche San Francesco di Assissi si spinse in Turchia per predicare Cristo e la sua Parola con incredibile coraggio e, pur senza riuscirvi, volle convertire il Sultano.


San Paolo, però, in modo unico e al limite di ogni resistenza umana, ha affrontato pericoli di ogni genere per annunciare Colui che in precedenza aveva "perseguitato" nei suoi viaggi a Iconio, Antiochia di Psidia, Efeso ....


Tra le tante mete visitate, le chiese rupestri di Goreme documentano una grande spiritualità monastica, ricordandoci tre grandi figure della Chiesa: Basilio, Gregorio Nazianzeno e Gregorio di Nissa.


A Iconio, dove San Paolo ha predicato, l'unica Chiesa cattolica viene oggi custodita da due giovani consacrate che offrono accoglienza a gruppi di pellegrini: come non ricordare nelle nostre preghiere la loro coraggiosa testimonianza in un conteso musulmano?


Ad Efeso, vera perla del viaggio, sia per l'incredibile ricchezza di reperti archeologici che per gli echi cristiani che vi risuonano, sembra viva e tangibile la figura dell'Apostolo delle Genti: percorre la via romana lastricata, si dirige verso la sinagoga, rivolge agli Efesini, ma anche a noi, parole di pace: "Paolo, apostolo di Gesù Cristo... grazie a voi e pace da Dio, Padre Nostro ed al Signore Gesù Cristo..."


I pochi resti silenziosi della basilica del Concilio ( 431) testimoniano a gran voce il principio fondante del Cristianesimo: Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.


La tomba dell'Apostolo Giovanni, nell'omonima Basilica, ci ha visti raccolti in una fervida corale preghiera.


La visita alla Casa della Madonna sulla montagna "dell'Usignolo" in uno scenario naturalistico incontaminato, è stato il suggello ideale al nostro pellegrinaggio. Lì, secondo la tradizione, Maria trascorse in compagnia di suo "figlio" Giovanni gli ultimi anni della sua vita, nel silenzio e nella meditazione.


Ogni giorno la Messa celebrata da Don Marco, in un clima di serenità e raccoglimento, ha fatto vivere nel gruppo gli stessi sentimenti di condivisione dei primi cristiani.


Tornati alle nostre case, le preoccupazioni e le inquietudini per i piccoli, grandi problemi della quotidianità, assumono una dimensione rinnovata alla luce dell'Amore che ci ha pervasi.


La pedagogia paolina ci invita ad annunziare il Vangelo e a viverlo senza temere le "catene" e le tribolazioni, così che anche per ciascuno di noi valga la grande affermazione dell'Apostolo "per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno".


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Ultimo aggiornamento Sabato 24 Aprile 2010 10:14