in Terrasanta PDF Stampa E-mail
Scritto da Graziella Mondani   

IN TERRASANTA

Sono partita serena,senza pormi domande o avere chissà quali aspettative,ma con fiducia accogliendo questo pellegrinaggio a cuore aperto come un dono inaspettato. Ho avvertito,è vero,le tensioni che realmente esistono in questi luoghi così contesi, ma ho cercato di guardare gli ambienti,le cose e anche le persone attraverso la lettura degli avvenimenti passati che hanno cambiato il corso della storia e l’uomo nel profondo.

Ho visto allora,al di là delle sovrastrutture,più o meno belle architettonicamente,il luogo dove ilMistero dell’incarnazione è iniziato,dove una semplice,umile e dolce ragazza ha detto “sì”ad una richiesta al di fuori della sua comprensione razionale,ma con la convinzione di una fede profonda.

Il lago di Gesù,invece,è lì,non occorre una rilettura,si vede era così, ci camminiamo intorno e lo attraversiamo nello stesso modo in cui Egli lo ha fatto tante volte: vedo le acque tranquille,ma avverto anche la tempesta e il bisogno che mi prenda per mano.

E poi il deserto:lì ti devi confrontare solo con te stesso e con le difficoltà esterne, qui veramente l’adesione al sì è completa, qui profondamente l’umanità di Gesù è emersa in tutta la sua grandezza.Oppure ti perdi,come il popolo scelto da Dio,che dovette aspettare per entrare nella terra promessa:lassù sul monte Nebo Mosè li ha accompagnati,benedetti e poi lasciati. In quella terra agognata,ambita non entrò: dall’alto essa gli apparve in tutta la sua bellezza.

Poi Gerusalemme:la grande,controversa,divisa,cosmopolita,multi religiosa,invidiata, contesa

Gerusalemmme:là dove si è verificato l’evento_mistero della morte e resurrezione di Gesù.

Lì vicino,a Betelemme,in una grotta di pastori,ho toccato con mano la pietra dove Lui umilmente era nato,dove ancora oggi la gente vive poveramente. Mi è apparso chiaro il suo infinito amore per l’uomo povero,diseredato,abbandonato,malato,solo e ancora si avverte il bisogno del suo”tocco”e della sua parola.

Poi,nella via dolorosa,in mezzo al viavai della gente,ai venditori dei mercati ininterrotti,agli odori, suoni,richieste,ho visto Lui,carico della croce pesante quanto i peccati di tutti gli uomini,schernito,flagellato e deriso,accompagnato dalla dolcissima e afflitta Maria e dagli altri…e ho sentito che erano anche miei quei peccati..

Poi ancora il Golgota,dentro la Basilica,dove si tocca con mano la pietra in cui fu infilata la croce con Gesù crocefisso ,luogo della sua morte e comprendi il terribile terremoto che ne seguì-dove ho avvertito una intensa commozione è stato quando mi sono trovata davanti alla pietra dell’Unzione: ci ho visto la Pietà,il momento del grande silenzio prima della Resurrezione.

Ma sono ancora le pietre a parlare:quella del Sepolcro,dove Gesù fu deposto,dopo essere stato cosparso di unguenti e avvolto in un bianco lenzuolo e infine l’altra,dove stava seduto l’Angelo quando annunciò alle pie donne che Gesù era risorto, non era più lì.

Ecco tutte queste pietre sono anch’esse diventate vive,perché hanno parlato e parlano di ciò di cui sono state testimoni e proprio sopra una pietra Gesù ha investito Pietro del suo grande compito nel mondo:annunciare a tutti la “buona novella”.

Graziella

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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Marzo 2009 18:03